India: un viaggio nell'anima del mondo
C'è un luogo sulla Terra dove il sacro non è un concetto astratto, ma una presenza viva che permea ogni pietra, ogni fiume, ogni volto. Quel luogo è l'India.
In un tempo in cui il mondo cerca pace e dialogo, l'India ci offre una lezione millenaria: la convivenza tra le fedi non è un'utopia, ma una realtà quotidiana. Templi indù, moschee mughal, gurdwara sikh, santuari buddisti e baháʼí si sfiorano in un abbraccio silenzioso, testimoni di una civiltà che ha fatto della tolleranza la propria anima più profonda.
Questo viaggio vi condurrà lungo i percorsi più intimi della spiritualità indiana. Sentirete il respiro dell'eternità sulle rive del Gange a Varanasi, dove da millenni pellegrini di ogni credo vengono a cercare purificazione e luce. Resterete senza parole davanti al Tempio d'Oro di Amritsar, dove ogni giorno migliaia di persone vengono sfamate senza distinzione di religione o casta. Camminerete tra i templi di Khajuraho e Vrindavan, dove la devozione si fa arte, danza, canto.
L'India non si visita soltanto: si ascolta. Nei suoi mantra all'alba, nelle fiamme tremolanti dei diya sul Gange durante il Dev Diwali, nel silenzio meditativo dei sadhu, si cela una risposta antica alle domande più urgenti del nostro tempo.
Venite a cercarla.
Il tour è indicato come primo viaggio, tenendo presente che Varanasi è un punto d’incontro molto forte con la realtà indiana. È anche indicato per chi è già stato in India ma non ha visto almeno parte dei luoghi toccati da questa proposta, oppure desidera un approccio più profondo e spirituale nel particolare momento del Dev Diwali a Varanasi.
Durata del viaggio: 11 giorni / 9 notti
Guida locale parlante italiano
Gruppo minimo 2 e massimo 10 persone (raramente arriva a 10 iscritti)
Inizio tour: Dall’Italia bisogna prevedere la partenza Mercoledì 18 Novembre.
Fine tour: Domenica 28 Novembre 2026 da Delhi, generalmente arrivo in Italia il giorno stesso.
GIORNO 1 MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE PARTENZA DALL’ITALIA
Vedere le note per i voli tra Italia e India, che possono essere aggiunti dalla nostra organizzazione oppure acquistati in autonomia conformemente alle indicazioni.
GIORNO 2 GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE ARRIVO A DELHI
Arrivo a New Delhi – aeroporto internazionale Indira Gandhi - Terminal 03. Un rappresentante, insieme alla vostra guida, vi aspetterà all’uscita e vi accompagnerà al veicolo. Trasferimento all’hotel Crowne Plaza Okhla per lasciare le valigie.
Nel primo pomeriggio inizierà la scoperta dell’India!
Delhi - la capitale dell'India - una delle città in più rapida crescita del Paese. Questa città si compone di due parti: Old Delhi e New Delhi. La prima fu la capitale dell’India musulmana tra il XVII e il XIX sec. e conserva ancora oggi numerose moschee, monumenti e fortificazioni legati alla storia islamica indiana. Nuova Delhi, invece, è la città imperiale, quella che gli inglesi elessero capitale dell’India nel 1931, oggi sede di diverse ambasciate e degli uffici governativi.
Il primo incontro sarà con il Tempio del Loto, la casa di culto baháʼi, diventata un’attrazione importante della città. È uno dei simboli più potenti della tolleranza religiosa. La sua forma - un fiore di loto che sboccia - non è solo un capolavoro architettonico, ma un messaggio: qui, chiunque tu sia e qualunque dio tu preghi, sei il benvenuto. Aperto a persone di ogni fede, incarna lo spirito più autentico dell'India: un paese dove il sacro appartiene a tutti.
Ci spostiamo quindi verso la città vecchia, prendendo famigliarità con il traffico caotico e rumoroso oltre ogni limite cui siamo abituati per raggiungere la moschea Jama Masjid. Si erge maestosa nel cuore pulsante della Vecchia Delhi come un inno in pietra rossa e marmo bianco. Voluta dall'imperatore Mughal Shah Jahan nel 1656, è una delle moschee più grandi del mondo, capace di accogliere ventimila fedeli nella sua immensa corte. Immaginare di salire sui suoi minareti significa abbracciare con lo sguardo tutta Delhi: un momento sospeso tra storia, devozione e la vita caotica e meravigliosa che scorre ai suoi piedi.
Ai piedi della collina su cui sorge la moschea, Chandni Chowk - significa “piazza di luna” – una delle più antiche aree commerciali della città, costruita nel XVII secolo e originariamente intersecata da canali che sono stati progettati per catturare e riflettere la luce della luna. Per esplorare i bazaar di questa zona, utilizzeremo il risciò: questa attività vi offre l'opportunità di sperimentare un'esperienza di viaggio unica. Il giro di Old Delhi vi dà l’opportunità di ammirare la vitalità e suoni accattivanti che questa splendida parte della città ha da offrire, scoprendo le sue radici reali e rendendo un vero assaggio della città.
Dalla Vecchia Delhi Passate davanti al Red Fort (UNESCO World Heritage Site, solo passaggio all’esterno), costruito in mattoni di sabbia rossa da Shah Jahan nel 1648, questo magnifico monumento è disposto lungo il fiume Yamuna e ha la forma di un ottagono irregolare.
A pochi minuti si trova il Raj Ghat, un luogo che invita al silenzio, alla commemorazione e alla preghiera per la Pace. Qui riposano le ceneri del Mahatma Gandhi, nello stesso luogo dove fu ucciso il 30 Gennaio 1948. Non è un caso che Giovanni Paolo II decise di iniziare qui la sua visita apostolica nel 1986, onorandone la memoria e dicendo “È più che giusto che questo pellegrinaggio abbia inizio qui, al Raj Ghat, dedicato alla memoria dell’illustre Mahatma Gandhi, padre della Nazione e apostolo della non-violenza”.
Dopo questo forte impatto emotivo, si rientra nel caos della moderna Delhi, per dirigerci verso la parte istituzionale della capitale federale: si percorre il viale cerimoniale Rajpath, passando accanto all'imponente arco India Gate, all’altrettanto grande Rashtrapati Bhavan e al Palazzo del Parlamento, che svelerà lo splendore dell'arte Lutyen.
L’ultima tappa della giornata, ancora a forte impatto, è al Gurudwara Bangla Sahib. È il principale tempio sikh di Nuova Delhi, riconoscibile per la sua maestosa cupola dorata che si specchia nel lago sacro (sarovar). I fedeli vi praticano l'ardas (preghiera collettiva) e la lettura continua del Guru Granth Sahib. Il cuore pulsante del tempio è il langar, la mensa comunitaria gratuita aperta a tutti, non necessariamente sikh e non necessariamente indigenti: ogni giorno migliaia di volontari (sevadars) preparano e servono chapati, dal e kheer, incarnando il principio sikh di uguaglianza e condivisione.
GIORNO 3 VENERDÌ 20 NOVEMBRE DELHI – VRINDAVAN – AGRA
Prima colazione e check-out.
Visita del tempio Akshardham prima di lasciare Delhi. Akshardham significa la dimora divina di Dio. È salutato come un luogo eterno di devozione, purezza e pace. Swaminarayan Akshardham a Nuova Delhi è un Mandir, una dimora di Dio, una casa di culto indù e un campus spirituale e culturale dedicato alla devozione, all'apprendimento e all'armonia. Ogni suo elemento riecheggia di spiritualità: il Mandir, le mostre e persino i giardini.
Il mandir Akshardham ha oltre duecento murti – statue sacre - che rappresentano molti dei sostenitori spirituali nel corso di molti millenni. La premessa spirituale di Akshardham è che ogni anima è potenzialmente divina. Sia che stiamo servendo la famiglia, il paese, i nostri vicini o tutti gli esseri viventi in tutto il mondo, ogni servizio può aiutare a muoversi verso la divinità. Ogni preghiera è una chiamata a migliorare sé stessi e ad avvicinarsi a Dio.
Una visita ad Akshardham è un'esperienza spiritualmente arricchente. Che si tratti di realizzare il potere della preghiera, di sentire la forza della non violenza, di essere consapevoli della natura universale degli antichi principi dell'induismo, o semplicemente di ammirare la bellezza della dimora di Dio sulla Terra, ogni elemento ha un significato spirituale.
Si parte poi verso lo stato dell’Uttar Pradesh fino a giungere a Vrindavan, dopo circa 3 ore abbondanti. Una delle città più antiche sulle rive dello Yamuna, Vrindavan è considerata uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per i devoti di Krishna. Si dice che Lord Krishna abbia trascorso la sua infanzia a Vrindavan. Il nome della città deriva da Vrinda (che significa basilico) e van (che significa boschetto) che forse si riferiscono ai due piccoli boschetti di Nidhivan e Seva Kunj. Poiché Vrindavan è considerato un luogo sacro, un gran numero di persone viene qui per abbandonare la vita mondana.
La città di Vrindavan ospita centinaia di templi del dio Krishna e Radha sparsi ovunque, i più famosi sono i templi Banke Bihari e il famoso ISKCON.
Il tempio Banke Bihari è uno dei santuari vishnaviti più venerati dell'India, dedicato a Krishna nella sua forma fanciullesca e giocosa. La divinità - raffigurata in tribhanga, la tipica posa a tre curve - è avvolta in abiti sontuosi che cambiano a ogni stagione. Il rituale più caratteristico è l'apertura intermittente del sipario (parda), poiché si crede che lo sguardo diretto della divinità sia di tale intensità da sopraffare il devoto. L'atmosfera è caotica e febbrile: canti, campane, profumo d'incenso e folle in estasi si fondono in un'esperienza sensoriale travolgente.
Il tempio ISKCON - ufficialmente Krishna-Balarama Mandir — è un complesso marmoreo bianco fondato nel 1975 da A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il cui samadhi (mausoleo) si trova all'interno dei giardini. A differenza del caotico Banke Bihari, l'atmosfera è ordinata e internazionale: devoti occidentali in dhoti e sari si mescolano ai pellegrini indiani. I riti seguono il ritmo degli otto darshan quotidiani, scanditi da canti del Hare Krishna mahamantra e cerimonie di arati con fiamme, conchiglie e fiori. Il tempio è anche un importante centro di studio della Bhagavad Gita e ospita una fornita biblioteca di testi vedici. La cucina del prasadam — cibo consacrato a Krishna — è rinomata: il ristorante interno serve piatti vegetariani preparati secondo i principi ayurvedici, offerti prima alla divinità e poi ai fedeli come grazia divina commestibile.
Dopo la visita, si parte verso Agra, distante un paio d’ore.
Una volta Agra era un piccolo villaggio sulle rive dello Yamuna, fu trasformato da due grandi monarchi Mughal, Akbar e suo nipote Shah Jehan, nella seconda capitale dell'Impero Mughal: Dar-ul-Khilafat, o "sede dell'Imperatore" nel XVI e XVII secolo.
Cena e pernottamento all’hotel Grand Mercure
GIORNO 4 SABATO 21 NOVEMBRE AGRA
La giornata inizia prima dell’alba per visitare il mitico Taj Mahal. A quest’ora sembra letteralmente sorgere dalla nebbia che copre il fiume Yamuna. Lo spettacolo è persino commovente e con il variare della luce cambiano continuamente i colori di questo spettacolare monumento all’amore eterno spesso chiamato “poesia in pietra”.
Il Taj Mahal di Agra è il capolavoro assoluto dell'architettura moghul, eretto dall'imperatore Shah Jahan tra il 1632 e il 1653 in memoria della sposa prediletta Mumtaz Mahal. Il mausoleo in marmo bianco di Makrana — che muta tonalità dall'alba al tramonto, dall'oro rosato al blu argenteo — è ornato da intarsi di pietre dure (parchin kari) con turchesi, lapislazzuli e corallo. La simmetria è assoluta: quattro minareti inclinati leggermente verso l'esterno proteggono la tomba in caso di sisma. Il lungo canale riflettente che precede l'edificio non è solo un elemento estetico, ma amplifica la percezione di infinito, raddoppiando l'immagine della cupola bulbosa. All'interno, i cenotafi di Shah Jahan e Mumtaz — decorati con calligrafia coranica — riposano sopra le tombe reali nel livello inferiore. Dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1983, il Taj Mahal rimane il monumento più visitato dell'India e, per molti, la più perfetta dichiarazione d'amore mai costruita in pietra.
Ritorno in hotel per la prima colazione prima di continuare le visite della giornata.
Momentaneamente lasceremo la città per recarci a Fatehpur Sikri, fondata da Akbar il Grande nel 1571 e abbandonata appena quindici anni dopo, probabilmente per problemi idrici. Costruita interamente in arenaria rossa, custodisce capolavori come il Diwan-i-Khas, sala delle udienze private con la celebre colonna centrale a baldacchino, e la Panch Mahal, torre a cinque piani aperta ai venti. Il complesso include la grande moschea Jama Masjid e il mausoleo del santo sufi Salim Chishti, meta di pellegrinaggio dove i fedeli annodano fili bianchi per esprimere i propri desideri. Patrimonio UNESCO dal 1986.
Torniamo ad Agra per visitare la tomba di Itmad-Ud-Daulah. Eretta tra il 1622 e il 1628 dalla principessa Nur Jahan in onore del padre, è spesso chiamata "Baby Taj" per la sua grazia delicata. Primo monumento moghul interamente rivestito di marmo bianco con intarsi di pietre dure, anticipa stilisticamente il Taj Mahal. Le decorazioni floreali e geometriche in agata, diaspro e onice raggiungono una raffinatezza senza precedenti, rendendo questo mausoleo un capolavoro di miniaturismo architettonico.
Ci rechiamo infine al Mehtab Bagh. Il “Giardino del Chiaro di Luna” è un complesso moghul sulla sponda opposta del fiume Yamuna, direttamente allineato con il Taj Mahal. Offre il punto panoramico più suggestivo per ammirare il mausoleo, specialmente al tramonto e all'alba, quando la cupola bianca si staglia sull'orizzonte in un silenzio quasi irreale.
Ritorno in hotel per la cena e il pernottamento.
GIORNO 5 DOMENICA 22 NOVEMBRE AGRA – JHANSI – ORCCHA
Trasferimento alla stazione ferroviaria di Agra e partenza in treno per Jhansi (viaggio con treno diretto veloce, circa 3 ore). Arrivo e partenza in direzione di Orchha, una caratteristica cittadina adagiata sul fiume Betwa distante meno di un’ora dalla stazione. Arrivo e giro panoramico della città con i suoi antichi palazzi e templi che punteggiano il paesaggio su entrambi i lati del fiume Betwa. Visita della parte meridionale della città, vicino ai “Chattris” o cenotafi dei governanti Orchha in riva al fiume. A seguire, salendo una ripida scala, si ammira il panorama della città e il suo fiume serpeggiante dal tetto del tempio Chattubhuj.
Il Jahangir Mahal è un capolavoro dell'architettura Mughal-Rajput, costruito in onore dell'imperatore Jahangir nel XVII secolo, con eleganti chioschi e balconi che si specchiano nel fiume Betwa.
Il Raj Mahal è il palazzo reale più antico di Orchha, celebre per i suoi affreschi interni che narrano scene mitologiche e di corte, ancora vividi nonostante i secoli.
Il Laxminarayan Temple, che fonde stilemi templari e fortificati, conserva straordinari dipinti murali che mescolano scene religiose con episodi storici, tra cui la lotta per l'indipendenza indiana.
Insieme, questi monumenti raccontano l'anima di Orchha: un luogo sospeso tra storia, spiritualità e bellezza senza tempo.
Il Jahangir Mahal svetta con le sue 136 stanze e cupole ottagonali, simbolo dell'alleanza tra i Bundela e l'impero Mughal, offrendo una vista mozzafiato sul fiume Betwa e la pianura circostante.
Lo Sheesh Mahal — il "palazzo degli specchi" — è oggi un suggestivo hotel heritage, dove soffitti intarsiati di specchi e ampie terrazze rievocano il lusso della corte Bundela.
Il Phool Bagh è un giardino formale costruito come ritiro estivo reale, con fontane, padiglioni e un ingegnoso sistema idraulico sotterraneo che manteneva gli ambienti freschi durante la calura.
Tre luoghi che restituiscono il raffinato gusto estetico dei sovrani di Orchha.
Chiudiamo la scoperta di Orccha con la preghiera serale. Ogni sera, al calar del sole, il Ram Raja Mandir si anima di una devozione intensa e raccolta. Orchha è l'unico luogo in India dove Rama è venerato come re, e questo conferisce alla puja serale un'atmosfera unica: i sacerdoti officiano tra canti, tamburi e il profumo denso dell'incenso, mentre i fedeli si stringono davanti alla divinità illuminata da fiaccole e ghirlande di fiori. Le campane risuonano nell'aria, scandendo il ritmo antico del rito. Per qualche minuto, il tempo sembra fermarsi, e il visitatore - anche il più laico - viene avvolto da un senso di pace e sacralità difficile da dimenticare.
Cena e pernottamento all’hotel Amar Mahal o similare.
GIORNO 6 LUNEDÌ 23 NOVEMBRE ORCCHA – KHAJURAHO
Partenza per Khajuraho, che raggiungeremo in circa tre ore abbondanti.
Khajuraho è un paesino tranquillo, i cui templi rappresentano un inno alla vita, all’amore, alla gioia.
Patrimonio UNESCO dal 1986, il complesso di Khajuraho è uno dei capolavori assoluti dell'architettura medievale indiana. Costruiti tra il 950 e il 1050 d.C. dai sovrani della dinastia Chandela, i templi originari erano circa ottanta: oggi ne sopravvivono venticinque, distribuiti in tre gruppi nel cuore del Madhya Pradesh, in un paesaggio rurale che amplifica il senso di scoperta e meraviglia.
Ciò che rende Khajuraho unico al mondo sono le straordinarie sculture che ricoprono le pareti esterne come un ricamo di pietra viva: figure divine, esseri celestiali, guerrieri, musicisti, animali mitologici e le celebri scene erotiche che hanno fatto la fama internazionale del sito. Queste ultime, spesso fraintese o ridotte a mera curiosità, rappresentano in realtà solo una parte del ricchissimo repertorio iconografico. Gli studiosi le collegano a significati tantrici e cosmologici, o più semplicemente alla celebrazione della vita nella sua pienezza, in una cultura che non separava il sacro dal profano, il divino dall'umano.
I templi più imponenti si innalzano con slancio verticale verso il cielo, imitando nella forma il monte Meru, dimora degli dèi secondo la cosmologia indù. Il Kandariya Mahadeva, dedicato a Shiva, è il più maestoso: la sua torre shikhara raggiunge i trenta metri e le sue pareti ospitano oltre novecento sculture disposte in fasce orizzontali, ciascuna diversa dall'altra.
La luce dell'alba e del tramonto trasforma la pietra arenaria color miele in oro, esaltando ogni dettaglio scolpito con straordinaria perizia tecnica.
Al termine della visita, scopriamo la parte più vecchia della cittadina. Lontano dai templi celebri, la città vecchia di Khajuraho scorre lenta e autentica: vicoli polverosi, mercatini colorati, bambini che giocano davanti a case dai colori sbiaditi dal sole. Donne in sari vivaci portano offerte verso i piccoli santuari di quartiere, mentre i risciò scivolano tra la gente. Un'India quotidiana e genuina, lontana dal turismo, che vale quanto i capolavori di pietra.
Chiudiamo la giornata con la puja serale. Al tramonto, i templi shivaiti di Khajuraho si animano di campane, canti e profumo d'incenso. I sacerdoti officianti depongono fiori e offerte sul lingam sacro, mentre la luce delle lampade a olio danza sulle sculture millenarie. Un momento raccolto e autentico, in cui la spiritualità indiana rivela la sua essenza più pura.
Cena e pernottamenti all’hotel Radisson Jass o similare.
GIORNO 6 MARTEDÌ 24 NOVEMBRE KHAJURAHO – VARANASI
Partenza la mattina presto per Varanasi. Sarà una giornata intera di viaggio: le due città distano quasi 400km e normalmente si impiegano circa 8 ore per chiudere questo lungo tragitto.
All’arrivo cena all’hotel Ekam Kashi o similare.
Quando arriviamo a Varanasi, troviamo la città nel pieno della celebrazione del suo Dev Diwali, che avviene usualmente un paio di settimane dopo il resto dell’India.
Questa città, dedicata al Dio Shiva, è uno dei principali luoghi sacri dell’India. I pellegrini hindu vengono a bagnarsi nelle acque del Gange per purificarsi da tutti i peccati. Varanasi è anche considerata un luogo propizio in cui trascorrere gli ultimi giorni, dal momento che esalando qui l’ultimo respiro si beneficia della moksha, ossia la liberazione dal ciclo delle rinascite e si accede in paradiso. La città è il cuore pulsante dell’induismo e il Gange è considerato il fiume della salvezza, un simbolo di speranza per tutti i credenti.
Varanasi, Banaras o Kashi, la città che ha molti nomi nel corso della sua lunga storia, è forse la meta di pellegrinaggio più importante per gli indù. La città è così antica che si crede sia la culla della civiltà umana. Luogo di nascita di molte religioni e filosofie spirituali, il luogo è stato di immenso significato spirituale per millenni. Si ritiene che le tradizioni qui siano un filo con il passato. Un passato, quando gli Dei vagavano liberamente sulla Terra. Ed è qui, sulle rive del Gange, che gli Dei tornano per celebrare il Diwali.
Il Dev Deepawali ("Il Diwali degli dèi" o "Festival delle luci degli dèi") è la festa celebrata a Varanasi. Si svolge quindici giorni dopo Diwali. I gradini di tutti i ghat sulla riva del fiume Gange, da Ravidas Ghat all'estremità meridionale a Rajghat, sono illuminati con più di un milione di lampade di terra (diya) in onore di Ganga, il Gange, e della sua dea che lo presiede. Si crede che gli dèi scendano sulla Terra per fare il bagno nel Gange in questo giorno. Il festival è anche vissuto come un'occasione per questo bagno sacro nella luna piena di Kartik, aggiungendo un ulteriore strato di significato spirituale alla celebrazione.
Si ritiene che in questo giorno gli dèi scendano dal cielo nella città di Varanasi, sulle rive del Gange, per celebrare la festa: gli 84 ghat della città sono accuratamente puliti e addobbati con fiori, Rangolis e lampade. Il fiume si anima con fiamme tremolanti mentre le offerte galleggianti vengono lasciate cadere sulle sue acque.
Dopo queste attività, sulle rive del fiume Gange si svolge la famosa cerimonia Aarti, un rito induista che si celebra ogni tramonto sulle rive del fiume Gange a Varanasi al Dasashwamedh e al Man Mandir Ghats, ma quel giorno viene celebrato con speciali passione e devozione.
In questa atmosfera anche i viaggiatori occidentali si trovano sopraffatti: l'aria vibrante di mantra, il fumo dell'incenso, le migliaia di diyas che galleggiano sul Gange creano un'esperienza viscerale. Molti piangono senza sapere perché. L'alterità assoluta del rito dissolve la distanza da spettatore, trasformando l'osservazione in immersione involontaria.
GIORNO 7 MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE VARANASI
Saremo ancora emozionati da ieri sera quando inizieremo la visita della città.
Fondata nel 1916 da Pandit Madan Mohan Malaviya, l’Università di Banaras Hindu (BHU) è una delle università più grandi d'Asia, con un campus di oltre 1.300 ettari che ospita quasi 30.000 studenti. L'architettura monumentale fonde stili indo-saraceno e classico indiano, creando un ambiente che unisce tradizione vedica e modernità accademica.
Al suo interno sorge il celebre tempio Vishwanath, con la sua guglia bianca visibile da lontano: eretto nel 1966 all'interno del campus della BHU grazie ai finanziamenti della famiglia Birla, questo tempio è dedicato a Shiva nella sua manifestazione di Vishwanath, "Signore dell'universo". La struttura in marmo bianco si eleva per oltre 77 metri, con una torre shikhara che domina il profilo del campus. Più accessibile dell'antico tempio Kashi Vishwanath del centro storico - vietato ai non induisti - accoglie visitatori di ogni provenienza, offrendo un'esperienza spirituale autentica in un'atmosfera raccolta e serena.
Inaugurato nel 1936 alla presenza di Mahatma Gandhi - che ne volle personalmente la realizzazione - il Tempio di Madre India (Bharat Mata Mandir) è radicalmente diverso da qualsiasi luogo di culto indiano. Al posto di divinità, custodisce un'enorme cartografia in rilievo dell'India scolpita nel marmo bianco, con montagne, fiumi e pianure riprodotti fedelmente in scala. È un atto di devozione laica alla nazione, aperto a credenti di ogni religione e pensiero, simbolo dell'ideale gandhiano di unità.
Prima di chiudere la giornata torniamo ai ghat, per conoscere la storia e l’espressione quotidiana della fede su questi gradoni di balneazione sul grande fiume, anima dell’India e veder celebrare l’Aarti nella sua veste “quotidiana” in un luogo così speciale.
Ritorno in hotel per la cena e il pernottamento
GIORNO 8 GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE VARANASI – AMRITSAR (via Delhi)
Iniziamo la giornata per un’escursione in barca all’alba lungo il Gange, per vedere migliaia di pellegrini e devoti in adorazione del sole che sorge. Accompagnati dalla guida, si potranno vedere persone giunte non solo dall’India, vivere la loro fede sulle rive del fiume sacro in un momento importante della vita di Varanasi. All’alba i templi lungo il fiume sono bagnati da una luce tenue e gli abitanti di Varanasi emergono dal labirinto di vicoli per dirigersi verso i ghat, dove lavano gli indumenti, praticano yoga, offrono fiori e incensi al fiume e fanno un bagno rituale. Potrete osservare il bagno dei pellegrini, i sadhu meditare e i sacerdoti svolgere riti funebri. Dopo lo sbarco si passeggia brevemente sui ghat, poi si torna in albergo per la prima colazione.
Partiamo quindi per visitare Sarnath, un importante centro buddista situato nella periferia settentrionale di Varanasi: è interessante notare ancora una volta come, nella città più sacra per gli industi sorga uno dei templi più importanti per il buddismo.
Dopo aver raggiunto l‘illuminazione a Bodhgaya, Buddha pronunciò il suo primo sermone proprio qui. Allora Sarnath era uno dei più importanti luoghi di cultura dell’India antica, visitata dai viaggiatori cinesi Fa-Hsien e Hiuen Tsang che scrissero dei suoi prosperi monasteri. Il monumento più importante del complesso è il Dhamekh Stupa (V secolo), costruito nel luogo dove si crede che Buddha abbia predicato il suo primo sermone a cinque discepoli. È una struttura di forma cilindrica dell’età gupta alta 43,5 m. A ovest vi è il Dharmarajika Stupa, costruito dall’imperatore maurya Ashoka per conservare le reliquie del Buddha. Nel complesso ci sono anche monasteri e templi più piccoli, un Albero della Illuminazione piantato nel 1931 e la statua di Anagarika Dharmapala, il fondatore della società che si cura di Sarnath e Bodhgaya.
Nel pomeriggio ci trasferiremo in aeroporto per partire verso Delhi, con successiva coincidenza diretta ad Amritsar (arrivo alle 22:15 circa). All’arrivo trasferimento all’hotel Hyatt Regency o similare.
GIORNO 9 VENERDÌ 26 NOVEMBRE AMRITSAR
Amritsar è la città santa dei Sikh, fondata nel 1577 dal quarto Guru, Ram Das. È una città tipicamente Indiana, fatta di colori, odori e suoni che immediatamente rievocano al visitatore occidentale l’idea di India.
Il vero centro di interesse della città è il famosissimo Tempio d’Oro (Harmandir Sahib) nel quale è contenuto il “Libro Sacro” ai fedeli della religione Sikh. Cuore spirituale del Sikhismo, sorge al centro di un lago sacro — il Sarovar — a cui si accede attraverso il Causeway, un ponte marmoreo percorso da migliaia di pellegrini ogni giorno. Costruito nel XVI secolo e rivestito di oltre 750 kg d'oro puro, la sua cupola risplende al tramonto con un riflesso sull'acqua di straordinaria bellezza. Aperto a chiunque, indipendentemente da religione o casta, incarna il principio sikh di uguaglianza universale.
L'alba trasforma il Sarovar in uno specchio immobile. La luce radente fa emergere il rivestimento dorato con tonalità calde e contrastate, mentre l'aria è fresca e l'atmosfera raccolta. I pellegrini più devoti arrivano prima dell'aurora per il bagno rituale nelle acque sacre. Il canto del Nitnem — le preghiere mattutine — risuona puro e intenso. La folla è contenuta, il silenzio quasi tangibile.
Non solo sacro, si ha la sensazione di entrare in un luogo fiabesco, mentre fuori dal tempio un vero dedalo di tante viuzze con il colorato bazar ricco di ogni mercanzia brulica di vita, odori, rumori.
Si visita il memoriale di Jallianwala, eretto in ricordo del Massacro di Amritsar, incidente del 13 aprile 1919, in cui le truppe britanniche spararono su una grande folla di indiani disarmati in uno spazio aperto noto come Jallianwala Bagh, uccidendo diverse centinaia di persone e ferendone molte altre. Ha segnato un punto di svolta nella storia moderna dell'India, in quanto ha lasciato una cicatrice permanente nelle relazioni indo-britanniche ed è stato il preludio al pieno impegno di Mohandas Gandhi per la causa del nazionalismo indiano e dell'indipendenza dalla Gran Bretagna.
Passeggiando per Amritsar cerchiamo di rinfrancare il corpo, oltre che lo spirito, assaggiando alcuni tipici piatti della città e del Punjab. Il kulcha è un pane soffice e profumato, appena uscito dal tandoor, farcito di patate speziate e nappato di burro chiarificato che si scioglie sulla superficie dorata. Lo si mangia immerso nei chole, ceci in una salsa densa e aromatica che lascia le dita colorate di spezie. I chole bhature sono i fratelli maggiori del kulcha: la salsa di ceci si fa più intensa, accompagnata da grandi sfere di pasta fritta che si gonfiano come palloncini dorati, croccanti fuori e cedevoli dentro. A chiudere il tutto, un lassi versato lento in un bicchiere di terracotta grezzo: denso, quasi masticabile, con una dolcezza lattiginosa che spegne ogni bruciore di spezie e rimane in bocca come un ricordo.
Riprendiamo le visite con il tempio sikh Tarn Taran. Sri Tarn Taran Sahib è un gurdwara fondato dal quinto guru, Arjan Dev, nella città di Tarn Taran Sahib, nel Punjab a meno di un’ora di strada da Amritsar. Il sito ha la particolarità di avere il più grande sarovar (stagno d'acqua) di tutti i gurdwara. È famoso per il raduno mensile di pellegrini nel giorno di Amavas (notte senza luna).
Chiudiamo la giornata tornando al Tempio d’Oro quando il libro sacro viene riposto in una teca: un momento forte e commovente in cui tutto assume una dimensione surreale. Con il tramonto il tempio si illumina artificialmente, moltiplicando i riflessi sull'acqua in un gioco di luci dorate che molti considerano ancora più spettacolare dell'alba. L'atmosfera diventa festosa e partecipata: famiglie, pellegrini e visitatori si mescolano lungo il Causeway. Il Kirtan — canto devozionale continuo — raggiunge la sua intensità maggiore. La folla è al culmine, l'energia collettiva palpabile e coinvolgente.
GIORNO 10 SABATO 27 NOVEMBRE AMRITSAR – DELHI
Partenza la mattina in treno veloce diretto a Delhi (verrà fornito un breakfast box per la colazione). L’arrivo a Delhi è a metà giornata, dopo circa 5h30 di viaggio.
Il pomeriggio è lasciato libero per gli ultimi acquisti presso i mercati locali o qualche visita personale.
Cena e pernottamento all’hotel Radisson Dwarka o similare.
GIORNO 11 DOMENICA 28 NOVEMBRE DELHI – PARTENZA
Check-out entro le 10:00. Saranno organizzati due trasferimenti collettivi: uno intorno alle 6:00 per i primi voli del mattino che partono intorno alle 9:30/10:00, e uno intorno alle 9:00 per i voli di metà giornata. È possibile richiedere i trasferimenti privati per eventuali partenze notturne o in serata.
NOTE
Nei templi è obbligatorio vestirsi secondo i dettami della religione cui il tempio è dedicato: spalle e gambe coperte, nelle moschee si entra senza alcun tipo di calzatura ma sono permesse le calze, mentre in quelli induisti a piedi totalmente nudi. In alcune aree dei templi (anche all’interno del mausoleo del Taj Mahal) è proibito scattare fotografie e girare video.
Tenete sempre presente di essere in un Paese in forte crescita economica, tuttavia dal recente passato di povertà anche profonda: le classificazioni ufficiali degli hotel possono talvolta risultare superiori alla realtà che si riscontra ed il servizio è spesso più lento ed impreciso rispetto ai nostri canoni: questo vivere lento fa parte della filosofia indiana, che forse potrebbe non essere errata!
Divieto assoluto di uso e importazione di sigarette elettroniche
È in vigore il divieto di pubblicizzazione, produzione, importazione, esportazione, trasporto, vendita, distribuzione ed immagazzinamento di sigarette elettroniche ed altri simili prodotti con l'imposizione di una pena, anche in caso di prima violazione del divieto, che comporta la detenzione fino ad un anno nonché una multa fino a 1300 €. Si raccomanda a coloro che intendano recarsi in India di NON portare sigarette elettroniche o simili prodotti durante il viaggio.
VOLI
I voli non sono inclusi e da aggiungere in base alla provenienza di ogni singolo partecipante. Possono essere acquistati dalla nostra organizzazione: al valore del biglietto vengono aggiunte circa 50€ per persona di diritti d’agenzia. Oppure possono essere acquistati direttamente dai viaggiatori. Secondo il programma il gruppo si muoverà dall’aeroporto di Delhi il 18 Novembre con l’arrivo dei voli tra le 8:30 e le 10:00 (es. Air India da Roma, Qatar Airways, Emirates o i voli Luthansa o Swiss operati da Air India). Chi lo desidera può anticipare la partenza utilizzando altri voli, ad esempio il volo ITA da Roma arriva in piena notte: nel caso sarà comunicata la differenza di costo per il check-in anticipato e il trasferimento privato notturno (generalmente 220/240€ per camera)
MANCE
Le mance non sono obbligatorie sebbene siano spesso sollecitate, molto gradite per come ringraziamento del servizio ricevuto e parte molto importante del reddito dei lavoratori coinvolti nel mondo del turismo. Talvolta sono purtroppo fonte d’imbarazzo, diventando di fatto una parte del costo del tour che viene scaricato sui viaggiatori. Per questo motivo abbiamo preferito accordarci con il nostro operatore locale affinchè sia riconosciuto un salario più consono al costo della vita (anche in India è in forte crescita), ed evitare almeno questo rito finale. Se poi riconoscerete il servizio di autisti e guide superiore alle aspettative, sentitevi liberi di lasciare “brevi manu” una piccola mancia in più a fine viaggio.
Non sono invece incluse quelle per il facchinaggio negli hotel o nei ristoranti dove pranzerete: negli hotel è caldamente suggerito lasciare una mancia (100/200 rupie equivalenti a 1-2€), nei ristoranti è lasciato alla discrezione del riconoscimento del servizio, generalmente è atteso e giudicato rispettoso un importo del 10% del conto.
CAMBIO, PRELEVAMENTI E PAGAMENTI CON MEZZI ELETTRONICI
Evitate di portare banconote eccessivamente usurate, stropicciate o riparate con nastro adesivo: non vengono mai accettate. Come in tutti i paesi dove sia necessario convertire la nostra valuta, il cambio in aeroporto è il meno favorevole, sebbene sia necessario avere qualche spicciolo per le prime spese (banalmente la mancia al portantino in hotel e il primo pranzo). Anche il cambio alle reception degli hotel è da evitare per il tasso di cambio approssimato molto a sfavore del viaggiatore, mentre le banche offrono tassi migliori ma burocrazia e tempi lunghi. Un buon compromesso sono i banchi di cambio di società private (FOREX), sicuramente più veloci delle banche ad un costo leggermente superiore.
È possibile prelevare ai bancomat (ATM) se il vostro conto è abilitato, tenete presente che la commissione imposta dalle banche indiane è generalmente fissato in 200-400 rupie per prelievo che è limitato a un massimo di 10.000-20.000 rupie a seconda della banca. Sono possibili più prelievi consecutivi con un massimo giornaliero che arriva a un massimo di 40.000 rupie, ma spesso fissato a 20.000. Infine, ulteriori commissioni possono essere applicate dal vostro istituto italiano.
Diffidate da chi per strada vi inviata a cambiare da cambiavalute “informali” e chiedete sempre consiglio alla guida.
Le carte di credito sono accettate di norma nei contesti turistici - hotel di fascia media e alta, ristoranti frequentati da stranieri, negozi per turisti - ma sostanzialmente inutili nei mercati e negli esercizi più piccoli dove è necessario il contante. Visa e Mastercard funzionano nella grande maggioranza degli esercizi attrezzati. American Express ha un'accettazione più limitata. Carte come Revolut o N26 funzionano tecnicamente ma vale la pena verificare la compatibilità caso per caso.
In India è prassi comune trasferire al cliente il costo della transazione, senza però seguire una regola generale: il 3% è considerato onesto, nei contesti turistici spesso supera il 5%.
Il pagamento tramite app è in straordinaria evoluzione, ma al momento sostanzialmente limitato allo scambio di denaro tra conti indiani. L’accesso a UPI, la più diffusa, per i turisti stranieri è ancora in fase di test e non capillarmente diffusa.
TERMINI E CONDIZIONI
Al momento della prenotazione è richiesto il versamento di un acconto pari al 25% del totale dei servizi a terra più la quota dei voli se richiesta. Il saldo è richiesto 45 giorni prima della partenza.
Sono applicate le seguenti penali in caso di cancellazione da parte dei clienti
Cancellazione dal momento della prenotazione, fino a 45 giorni prima della partenza: 15% di penale
Cancellazione tra 44 e 31 giorni prima della partenza: 25% di penale
Cancellazione tra 30 e 16 giorni prima della partenza: 50% di penale
Cancellazione 15 o meno giorni prima della partenza: 100% di penale
L’indicazione è in giorni di calendario.
I biglietti aerei, qualora richiesti, sono generalmente soggetti a penale del 100% dal momento della prenotazione.
Il visto è di tipo turistico della validità massima di 30 giorni, per viaggiatori di nazionalità italiana con passaporto ordinario. È richiesto il passaporto valido almeno sei mesi dalla data di ingresso, con due pagine libere affiancate e la compilazione del modulo per l’ottenimento del visto.
DOCUMENTI DI VIAGGIO
I documenti di viaggio vengono spediti tramite e-mail e di norma, se non diversamente indicato, non necessitano di alcuna stampa. È sufficiente il salvataggio sul proprio smartphone in modo da averli a portata di mano in caso di necessità.
ASSICURAZIONE MULTIRISCHIO
La quota di iscrizione include l’assicurazione contro le penali da annullamento; indennizzo per furto, smarrimento o ritardo nella riconsegna del bagaglio; assistenza alle persone, spese mediche e di rimpatrio; indennizzo per la perdita dei servizi dovuti a overbooking o cambi dei servizi inizialmente contrattati o per rientro anticipato o perdita di coincidenze; ritardi; infortuni; responsabilità civile; fallimento dei fornitori dei servizi; eventi di forza maggiore.
L’assicurazione inclusa copre tutte le spese di quarantena, di cura e di rientro sanitario fino a 1.000.000€. La franchigia per le cancellazioni è del 15%. È possibile stipulare assicurazioni con valori e franchigie diverse, maggiori informazioni su richiesta. L’assicurazione annullamento copre i casi di cancellazione da infezione Covid-19.
L’importo della polizza inclusa è calcolato in base al rischio statistico da parte della compagnia assicuratrice, in caso di viaggiatori che abbiano compiuto 70 anni al momento della prenotazione e/o in caso di patologie pregresse, viene applicato un supplemento variabile a seconda del tipo di assicurazione scelto. È possibile richiedere la copertura annullamento “Any Reason” per la copertura delle penali di annullamento dovute qualsiasi motivazione certificabile.
È possibile assicurare soltanto persone residenti in Italia. I clienti con residenza all’estero dovranno provvedere ad acquistare autonomamente un’assicurazione e a inviarne copia.