EMERGENZA COVID-19 E TURISMO
La diffusione del virus che conosciamo come “Coronavirus” o, più precisamente, Covid-19, ci ha colpiti duramente e per molti aspetti anche in modo inaspettato. Compagnia dei Viaggiatori non può che essere solidale con le persone che si sono ammalate e, ancora di più, con coloro che hanno perso la vita e le loro persone care. Allo stesso modo ci sentiamo al fianco di quanti hanno svolto il loro compito giornaliero con abnegazione e coraggio: tutti i lavoratori delle strutture sanitarie, ospedaliere o di medicina territoriale, ma anche coloro che hanno consentito di vivere questi lunghi mesi, continuando quantomeno a nutrirci, istruirci e anche controllare che i nostri comportamenti siano effettivamente responsabili. A tutte queste persone, molte migliaia, va il nostro grazie.

Da parte nostra non possiamo che attenerci alle disposizioni in essere, lavorando da casa e rimanendo disponibili, prima nella risoluzione dei problemi di quanti erano in viaggio all’inizio dell’emergenza, poi nelle cancellazioni assistite e senza penali, infine nella programmazione del futuro dei viaggi.

Il mondo ha inizialmente risposto in maniera assai differenziata per quanto riguarda i viaggi: chi chiudeva le frontiere ma solo ad alcuni Paesi, chi negava solo l’arrivo dei voli da determinate aree geografiche, chi sostanzialmente faceva spallucce. Infine tutti hanno deciso di chiudere le frontiere, o di approfittare della chiusura delle altrui frontiere per avere certezza di non avere arrivi.
Certamente il mondo, tutto, riaprirà all’arrivo del turismo straniero, se non altro per questioni di mere opportunità economiche: anche i Paesi ricchi, finanziariamente o di attrazioni turistiche – come l’Italia, non possono sostentarsi con il solo turismo interno e, gli accordi di riapertura delle frontiere dovranno essere bilaterali, senza dimenticare l’importanza del business travel. Non sappiamo quando, ma è certo che succederà.

Sotto indichiamo la situazione dei Paesi che rappresentiamo nella nostra offerta, secondo le attuali indicazioni ufficiali e le notizie che ci arrivano dai nostri partner locali.

Aggiornamenti del 13 Maggio 2020

Uscita dalle frontiere italiane
Formalmente è vietato lasciare il territorio della propria regione e, di conseguenza, quello nazionale. Pochi aeroporti sono aperti al traffico e soltanto alcune compagnie aeree hanno riattivato una manciata di voli, sostanzialmente per “rappresentanza” (KLM, El Al). Altri vettori, se confermati, riattiveranno qualche volo entro fine maggio, molto importante il gruppo Lufthansa. Alitalia mantiene pochissime rotte e le compagnie low-cost hanno bloccato tutti i voli. Chiaramente la possibilità di recarsi all’estero dipenderà anzitutto dall’andamento epidemiologico nel nostro Paese e dalle conseguenti decisioni del nostro Governo.

Unione Europea
L’UE ha prorogato l’indicazione allo stop ai viaggi non essenziali, interni e verso destinazioni extracomunitarie, fino al 15 Giugno. E’ auspicio della Commissione Europea che questo invito venga rimosso dal 16 Giugno, almeno per i viaggi interni nella zona denominata UE+, che comprende tutti gli Stati membri Schengen (compresi Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania) e i 4 Stati associati Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), per un totale di 30 paesi.
All’interno dell’Unione Europea sono in corso colloqui tra Italia, Spagna, Francia, Germania per permettere la libera circolazione tra i rispettivi Paesi.

Grecia
Frontiere chiuse e quarantena per chi arriva dall’estero. Sostanzialmente i divieti alla circolazione hanno seguito lo stesso percorso italiano, dal 4 Maggio è stato rimosso il divieto assoluto di circolazione all’interno della propria regione, la possibilità di viaggiare nel territorio nazionale non sarà rimosso prima del 18 Maggio, salvo necessità di tornare ad inasprire i divieti. Dall’11 Maggio, ad alcune categorie di lavoratori è permesso viaggiare verso le isole e dalle isole verso il continente. Vi sono indicazioni e dichiarazioni politiche di voler riaprire il flusso turistico dall’estero a partire dal 1° Luglio, previa dimostrazione di negatività al Covid-19. Il Governo sta cercando appoggio da altri Paesi UE per avere una comune condotta sui movimenti tra gli stati.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/GRE

Irlanda
La situazione è uguale al resto dei Paesi UE, quindi frontiere chiuse e quarantena in arrivo, e attualmente ai cittadini è permesso allontanarsi da casa al massimo in un raggio di 5Km. Il Governo locale ha predisposto un percorso in 5 fasi che inizierà il 18 Maggio, salvo diverse indicazioni. Nel piano non vi è alcuna indicazione riguardante la riapertura delle frontiere, ma è interessante leggere che alcune attività ritenute a rischio elevato (ad esempio lavoratori che non possono lavorare da casa, musei, parrucchieri ed estetiste), saranno gradualmente riammesse dal 20 Luglio. La fase 5 (10 Agosto) dovrebbe determinare la fine dell’emergenza con la riapertura di scuole ed università e l’ammissibilità di grandi assembramenti come concerti e partite.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/IRL

Islanda
Per tutto il periodo di maggiore diffusione del contagio, l’Islanda ha mantenuto un atteggiamento molto aperto nei confronti dei turisti stranieri, complice la bassa interazione che gli stessi hanno con la popolazione locale. Tuttavia il contagio per la popolazione è stato molto elevato in relazione al basso numero di abitanti (gran parte della popolazione è però stato sottoposto al test), con un numero invece molto contenuto di decessi. Al termine del “picco”, come molti Paesi, il Governo locale ha impostato un ritorno alla normalità per gradi, imponendo, tra le altre cose, un periodo di quarantena per coloro che arrivano dall’estero. Continuando la situazione di graduale spegnimento del focolaio interno, limitato all’aerea di Reykjavik e pochi altri casi nel resto del Paese, il divieto sarà rimosso dal 15 Giugno.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/ISL

India
Il colossale Paese asiatico ha reagito in modo molto drastico al contagio, quando sviluppava ancora poche decine di casi. Totale chiusura delle frontiere, seguite dal lockdown sicuramente tra i più restrittivi al mondo. Sebbene la sanità locale sia accettabile in relazione al Paese, è parso chiaro al Governo che non avrebbe potuto reggere a percentuali di contagio come quelle europee o statunitensi. Nelle ultime settimane è stato allentato il divieto di movimento e chi si trovava al di fuori della propria città di residenza al momento della chiusura, ha potuto farvi ritorno. Al momento della chiusura delle frontiere, è stata sospesa la possibilità di ottenere i visti d’ingresso on line e contemporaneamente è stata inibita la possibilità di richiedere visti consolari: non è ancora chiaro se, al momento della riapertura saranno ripristinate le procedure on line o occorrerà procedere con la richiesta ai consolati e/o ambasciate.
I voli sono sospesi almeno fino al 17 Maggio, ma non è stato ancora predisposto un ritorno all’apertura delle frontiere. Gli operatori locali stimano che ciò potrebbe avvenire tra agosto e settembre, per i Paesi che potranno dimostrare un azzeramento del contagio.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/IND

Maldive
Attualmente, come il resto del mondo, alle Maldive è precluso l’ingresso ai viaggiatori provenienti dai Paesi con un elevato rischio Covid-19, tra cui l’Italia. Tutti i resort e gli alberghi sono chiusi, tranne un piccolo numero che ospitano i lavoratori stranieri ancora bloccati nell’arcipelago. Il contagio è avvenuto nell’area della capitale, incluse le isole vicine caratterizzate da una densità abitativa tra le più elevate al mondo, introdotto nell’arcipelago dai lavoratori soprattutto bengalesi, impiegati soprattutto nell’edilizia, mentre nei resort è stato quasi assente. Il turismo rappresenta oltre la metà del budget dello stato, quindi il Governo è attento a questo tema, conscio del fatto di avere forti aree di rischio nella capitale, però assai poco frequentata dai turisti. I flussi turistici arrivano quasi interamente da Cina ed Europa. Attualmente si sta valutando quale potrebbe essere il momento per una possibile riapertura, che nella migliore delle ipotesi sarà a partire da Luglio, più realisticamente Settembre, con possibili differenze sulla base della provenienza dei viaggiatori. I voli sono sospesi, le prime compagnie a programmare la ripresa dei voli sono Qatar ed Emirates da Giugno/Luglio
https://www.viaggiaresicuri.it/country/MDV

Giappone
Il Giappone non è stato investito da un numero elevato di casi, in relazione al numero di abitanti, tuttavia ha intrapreso un percorso intransigente verso la diffusione del contagio. Lo stato di emergenza è stato procrastinato fino al 31 Maggio. Ciò impone il divieto di ingresso per coloro che provengano dalle aree più ad alto rischio, tra cui l’Italia. Come è noto, il Paese è stato costretto a rinviare le Olimpiadi previste per questa estate e non vi è ancora una indicazione circa la data e la modalità di riapertura delle frontiere.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/JPN

Sudafrica
Il Sudafrica è lo stato africano maggiormente colpito dalla pandemia, pur con numeri ancora molto lontani da quelli europei e statunitensi. Tuttavia il trend è ancora in crescita, e il lockdown è ancora in essere pur con qualche allentamento. Sono sospesi i voli provenienti dai Paesi ad elevato rischio e, per i cittadini di questi Paesi tra cui l’Italia, è stato reintrodotto il visto d’ingresso e contemporaneamente è stata inibita la possibilità di richiedere visti consolari, vietando di fatto l’ingresso nel Paese australe. Il Governo locale ha autorizzato la circolazione dei mezzi pubblici a partire dall’1 Maggio, così come la riapertura di alcune fabbriche, tuttavia rimangono chiuse le scuole e molti alti servizi ed esercizi. Il Presidente Ramaphosa ha annunciato l’uscita dall’isolamento in cinque fasi, a seconda del livello di emergenza da 5 a 1, senza tuttavia indicarne le date di attuazione
https://www.viaggiaresicuri.it/country/ZAF

Botswana
Il Botswana ha adottato un rigido protocollo per la difesa dalla pandemia, molto simili a quelle italiane (persino nell’utilizzo di autocertificazioni!), con un lockdown generale e la sospensione dei visti di ingresso fino a data da destinarsi. Il numero dei contagiati è molto basso, così come quello dei deceduti (al momento 1). La curva di contagio sembra essersi fermata, tant’è che alcune attività manifatturiere sono state autorizzate al riavvio ed è possibile uscire di casa muniti di mascherina o qualsiasi protezione. Il Governo ha indicato un percorso in tre fasi che si dovrebbero concludere il 22 Maggio, salvo successive restrizioni. Al termine della terza fase, saranno consentiti i liberi movimenti interni e si inizierà a pensare ad una progressiva riapertura delle frontiere, per la quale al momento non vi è alcuna indicazione di date.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/BWA

Namibia
Il contagio è stato molto limitato, con soli 16 casi (nessun incremento da inizio Aprile) e nessun decesso. Le autorità namibiane il 4 maggio hanno disposto l’introduzione della fase 2 del lockdown, che rimarrà in vigore dal 5 maggio al 1° giugno e che prevede, tra l’altro, l’uso delle mascherine facciali negli spazi pubblici, la riapertura di aziende e attività commerciali, tra cui centri commerciali e punti vendita al dettaglio, ristoranti solo per asporto. Alcune attività considerate ad alto rischio non saranno ancora consentite. Rimangono chiuse le frontiere, con la sospensione dei collegamenti aerei in entrata e in uscita dal Paese. Successivamente, la fase 3 prevederà una totale riapertura delle attività, mentre occorrerà attendere la 4 per la riapertura delle scuole e probabilmente delle frontiere con la riattivazione dei collegamenti aerei internazionali. Per la fase 4 non è stata stabilità una data certa, che comunque potrebbe essere dopo l’inverno australe (settembre/ottobre)
https://www.viaggiaresicuri.it/country/NAM

Tanzania
In Tanzania la curva del contagio ha subito un rallentamento, ma non si è ancora arrestata. Il Governo ha disposto la chiusura delle frontiere aeree e marittime ed il divieto di ingresso nel Paese. Nel Paese non è stato dichiarato un lockdown generale, ma sono state chiuse le scuole ed università e proibiti assembramenti e spostamenti non necessari. Nessuna informazione viene diffusa circa la fine delle misure restrittive riguardanti gli ingressi turistici.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/TZA

Oman
Nel Sultanato il contagio è ancora in fase di incremento, ed i numeri totali sono abbastanza elevati. Il lockdown è appena iniziato e durerà fino al 29 Maggio, tutte le attività non essenziali sono chiuse, incluse le scuole, i luoghi di preghiera e sono proibiti gli spostamenti tra i distretti (l’equivalente delle nostre province), a Muscat è stato isolato il quartiere di Matrah. Nessuna previsione al momento è possibile circa la riapertura delle frontiere.
https://www.viaggiaresicuri.it/country/OMN